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Preceduto da un’intensa osservazione sulle connessioni tra ambiente costruito e ambiente naturale, nel 1992 nasce lo studio Tekhné - architetture.
L’approccio e le premesse di metodo che attraversano e incrociano il processo di progettazione praticato nello studio poggiano su ricerche e riflessioni attorno alle interrelazioni tra ambiente costruito e ambiente naturale.

Tekhné è un espressione che indica, nell’antica cultura ellenica, il fare creativo come luogo e spazio in cui arte e tecnica sono coniugate insieme. Il significato originale fa quindi coincidere e convergere la dimensione artistica con la dimensione tecnologica.

 

La Tekhné contiene in sé e descrive il concetto di arte e quello di mestiere unificati in un unicum, un continuum che sfuma tra l’uno e l’altro. Tecnica e arte sono concepite come parte di un unico processo creativo, comprese in modo olistico, nel senso che noi oggi usiamo per descrivere un ecosistema.
Nel progetto non è possibile infatti separare l’atto del creare dalla conoscenza intima dell’essenza dei diversi materiali che si stanno usando, dei loro limiti e delle loro potenzialità, delle loro possibilità di trasformazione.
E i materiali costruttivi sono sia elementi fisici che elementi spaziali, pietre e luoghi, elementi concreti e connessioni e relazioni incorporee.

Anche i luoghi, in quanto materiale di costruzione, vanno compresi nei loro caratteri cogliendone, attraverso la lettura delle tensioni che li costituiscono, limiti e potenzialità. I luoghi sono materia soggetta a, e plasmata da, forze ed energie presenti in natura e, quindi, plasmati dalla creatività dell’uomo.

 

Il concetto che supporta l’attività di Tekhné - architetture è dunque un luogo che riunisce arte e tecnica.
L’approccio che ne deriva è una continua tensione alla riconnessione tra ambiente naturale e prodotto artificiale, inteso nel senso di “arti-ficium”, del “fatto con arte”. Una trasformazione cosciente delle forze in gioco nella struttura dei luoghi.

Lo studio Tekhné - architetture viene raccontato e illustrato da un segno che ne definisce il carattere, che prova a disegnare, con una sintesi, attraverso la messa in relazione di un cerchio e di un quadrato, la tensione all’unità e all’equilibrio tra il mondo fisico e naturale e il mondo costruito o artificiale.
Mondo fisico-naturale e mondo costruito-artificiale sono universi soggetti alle stesse ‘regole’, alle stesse logiche strutturali.
Sono strutture oggetto di forma.